Foto        photo  Mercoledì 11 Settembre 2002  6:20   Clicca per vedere diapositive

11 settembre, il ricordo corre su Internet

Il ricordo dell'11 settembre viaggia sul Web. Bandiere americane, immagini delle Torri, angeli e fiori virtuali affollano centinaia di siti realizzati in memoria dei caduti di quel giorno. 
Il mezzo 'globale' per eccellenza non poteva del resto esimersi dal dedicare ampio spazio all'evento che ha traumatiazzato il mondo intero.
Si va dai siti istituzionali a quelli realizzati da privati cittadini che hanno voluto porgere il loro omaggio elettronico alle vittime delle stragi. Il sito della città di New York fornisce ad esempio il programma ufficiale delle manifestazioni del primo anniversario, oltre a una serie di link a organizzazioni che offrono aiuto psicologico ai sopravvissuti o a chi ha perduto una persona cara.
Ampio spazio all'11 settembre è naturalmente dedicato anche dai siti delle tv e dei quotidiani americani. La Cnn riserva una sezione speciale alle vittime e ai dispersi, con le loro biografie scritte da parenti e amici.
Innumerevoli poi i siti che contengono foto e testimonianze, e che permettono ai visitatori di lasciare messaggi e persino di accendere candeline virtuali.
Imponente l'archivio digitale realizzato dal Museo di storia americana e da quello della città di New York, che ospita video, storie e gallerie fotografiche degli attentati.
Non mancano nemmeno i siti che danno sfogo alla rabbia, con ampio risalto ai proclami di Bush. In una pagina web si trova l'invito a "prendere a pugni" chi si oppone alla guerra contro il terrorismo.  

Ma nonostante la memoria collettiva sia rimasta segnata dalle stragi, un sondaggio rivela che il 51% degli americani non ritiene che l'11 settembre debba essere proclamato festa nazionale. Soltanto il 44% è favorevole, così come la maggioranza dei 1176 bambini interpellati.
I due terzi degli intervistati ammettono che da quel giorno la vita è cambiata, e la metà sostiene che non tornerà mai più alla normalità. Il trauma è più vivo nei bambini: il 27% dichiara di continuare a pensarci, mentre negli adulti la percentuale si riduce al 6%.

per non dimenticare......